ESILIO A MORDOR

Ultimo di un'antica stirpe, vago nella tenebra, come un infelicissimo Aragorn senza l'amore della sua Arwen.

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venerdì, 20 novembre 2009

Avevo un'identità del tutto diversa da quella attuale. Ero un adolescente e mi trovavo in un contesto a me sconosciuto. Con me c'erano due ragazze vestite di bianco, con le chiome corvine e il trucco dark. Dovevamo ascendere ai Cieli servendoci di una scala che portava al mondo superno, proprio al di sopra delle nubi. Questa rampa si trovava all'interno di un palazzo, solo un po' più alto. Il problema era che Lucifero se ne era impadronito, alterandone la forza di gravità e ponendola eguale a 1,7 g. Così non riuscivamo quasi a far le scale. Una fatica tremenda, che pareva eterna. Quando siamo arrivati in quel supramondo, ci siamo accorti che aveva le parvenze della Val Veny, ma più piana e con molti casolari e baite. Qui ho incontrato Nodens e F., che portava con sé la sorella e il padre. Non era però il padre della realtà di veglia. Era invece una figura antropoide fatta interamente di sterco. Le fattezze non erano le sue, erano invece quelle di Bud Spencer, scolpite interamente nella materia fecale. Dopo un periodo di sonno non REM mi sono ritrovato alla Stazione Centrale, che però della Centrale aveva solo il nome, essendo invece identica a Lambrate. Avevo corso per prendere il treno, ma ecco che il cartellone mi indicava corse assurde. A fianco di ogni luogo di provenienza c'erano icone stranissime. Soli neri, svastiche, ideogrammi cinesi, numeri rovesciati, tutti con riflessi metallici. I nomi erano ancora più strani. Ricordo accanto a un ideogramma cinese il nick del carissimo 7di9. All'improvviso mi sono reso conto che il treno che dovevo prendere non sarebbe passato. Così mi sono messo a correre verso Porta Garibaldi, sotto il solleone, seguendo strade abbandonate e aiuole piene di polvere. Un suono insinuante segnava il ritmo dell'angoscia assoluta. Non riuscivo a liberarmene, era ritmico, come una serie di stilettate nei timpani. A un certo punto mi sono reso conto che era la maledetta sveglia.

Rantolo di agonia di: antares666 alle 15:18 | link | commenti (2) |
sogni, invasioni, contaminazione, nodens, my black diary

giovedì, 19 novembre 2009

Nessun organismo vivente può conservare a lungo la propria salute mentale vivendo in condizioni di realtà assoluta; si pensa che persino le allodole o le cavallette sognino. La Casa sulla Collina, per nulla sana, sorgeva isolata contro le sue alture, custode di tenebra; sorgeva da ottant’anni e quasi vi sarebbe stata per altri ottanta. Al suo interno i muri stavano dritti, i mattoni si congiungevano con ordine, i pavimenti erano saldi e le porte erano giudiziosamente chiuse; il silenzio posava uniforme sui legni e sulle pietre della Casa sulla Collina e qualunque cosa vi si aggirasse, si aggirava in solitudine. 

Shirley Jackson - La Casa degli Invasati

Rantolo di agonia di: antares666 alle 19:43 | link | commenti (5) |
ombre, tenebra, stati alterati, solipsismo, catabasi

lunedì, 16 novembre 2009

Sono uscito di casa in mezzo alla nebbia, sentendomi come un morto vivente. L'atmosfera era di una tristezza infinita, persino innaturale. Arrivato alla stazione vi ho trovato in atto uno sciopero dei treni. Improvviso. Mi sono anche reso conto che i binari erano disposti in modo molto diverso da come sono nella realtà di veglia. C'erano molti più binari e piattaforme, e anche una cupola simile a quella della Centrale di Milano. Sui tabelloni erano indicati dati senza alcun senso. Ogni tanto partiva un piccolo treno a gasolio, composto di due vetture, al massimo tre, di quelli bianchi e azzurri. Le corse però non superavano le due fermate. Sono tornato a casa in preda allo sfinimento, solo che abitavo in una cantina illuminata da una piccola lampadina a incandescenza. C'era un armadietto di legno su una delle pareti gialle. L'aprivo, e vi scoprivo un uccello vagamente simile a un pappagallo grigio, ma con il becco lungo. Era un kaka, e si diceva che fosse di malaugurio. La sua vista mi faceva venire i brividi, come se fosse un animale morto rianimato dalle arti di un necromante. C'erano anche Nodens e suo fratello, e chiedevo loro cosa si potesse fare per liberarsi di quell'orrore. A un certo punto il fratello di Nodens ha preso un'asticella di legno e ha toccato il kaka, che si è messo a sbattere le ali e mi è volato addosso, gelido come la morte. Mi si è piantato sul collo, e il tocco dei suoi artigli e delle sue ruvide piume mi ha causato una strana sensazione di dolore, tra il solletico insopportabile e lo strazio delle carni. Per riflesso ho stretto il collo contro la spalla, stritolando il kaka - seppur con fatica - e svegliandomi in preda al ribrezzo. Per tutto il giorno sono rimasto con addosso quel contagio nefasto, come se mi fossero state buttate addosso le ossa cariate di un cadavere. 

Rantolo di agonia di: antares666 alle 20:17 | link | commenti (6) |
sogni, invasioni, contaminazione, thanatos, nodens, my black diary

domenica, 15 novembre 2009

In una notte di luna piena mi trovavo dalle parti di Bergamo. Mi sono imbattuto in un uomo il cui aspetto non ricordo affatto, che spingeva lungo una stradina una carriola piena zeppa di gechi grigi a chiazze nere. Alcuni, i più grossi, erano sul punto di morire soffocati, mentre quelli più piccoli guizzavano. Molti rettili si erano sparsi per terra e si muovevano a malapena, al punto che il sentiero dietro la carriola aveva il sinistro aspetto di un carnaio.

Rantolo di agonia di: antares666 alle 14:35 | link | commenti (4) |
sogni, contaminazione, premonizioni, entelechie

Rantolo di agonia di: antares666 alle 09:39 | link | commenti |
ricordi, connettivismo, second life

Rantolo di agonia di: antares666 alle 09:39 | link | commenti |
ricordi, connettivismo, second life

giovedì, 12 novembre 2009

Tempo cadaverico. Non scorre. Ne sento l'olezzo. Gli istanti sembrano non fluire neanche più, come acqua marcia che ristagna in uno scarico otturato. Una sensazione di stantio. La percezione è stantia. Le molecole sono stantie. Il cronotopo di Minkowski fluttua nella sua opaca stasi, irradiando rancidume esistenziale, ammorborbando il cimitero delle mie giornate.  

Rantolo di agonia di: antares666 alle 16:14 | link | commenti (9) |
solitudine, contaminazione, decadenza, stati alterati, thanatos, solipsismo

Senso di vuoto. Mancanza di contorni e di definizione degli enti. Turbina in un bianco accecante e infetto. Nulla. La struttura dell'ontologia è stata digerita da larve generate dal tessuto temporale degenere. Secondi incancreniti in un flusso aberrante. In me la morte segue tortuose traiettorie intorno a se stessa, neanche un quanto di linearità. Rinsecchiscono e crollano in polvere le carcasse di meccanici classici.

Rantolo di agonia di: antares666 alle 16:05 | link | commenti (2) |
delirio, contaminazione, estinzioni, decadenza, stati alterati, thanatos, solipsismo

martedì, 10 novembre 2009

Torna la fantascienza italiana su RaiNews24

A distanza di mesi, il programma Tempi Dispari sul canale del Digitale Terrestre Rai torna a ospitare personaggi del panorama fantascientifico italiano. È la volta di Francesco Verso, fresco vincitore del premio Urania Mondadori 2008 con il romanzo e-Doll.

Giovedì 12 novembre, alle ore 22.00, Francesco Gatti, all’interno del programma Tempi Dispari intervisterà lo scrittore di fantascienza del momento, il connettivista Francesco Verso, in questi giorni in edicola con e-Doll, romanzo vincitore del premio Urania Mondadori 2008.
Quale migliore occasione per conoscere questo scrittore meticoloso, innovativo, che tanta curiosità sta sollevando? Verrà indagata la sua naturale adesione al movimento connettivista e i suoi punti di vista sul Futuro, su ciò che ci aspetta e sulle connessioni col Passato. Accanto a lui in trasmissione, un altro connettivista: Sandro Battisti, co-fondatore del Movimento insieme a Giovanni de Matteo e Marco Milani.

Tempi Dispari nei mesi scorsi ha ospitato un buon numero di esponenti della SF nostrana, come Dario Tonani, Donato Altomare, Giovanni De Matteo, Giuseppe Lippi, Valerio Evangelisti, Sandrone Dazieri, Giampietro Stocco, Silvio Sosio ed Elisabetta Vernier.
La trasmissione è visibile anche in streaming web, cliccando sull’indirizzo
http://www.rainews24.rai.it/
ran24/extra/live/


Restate connessi!

Rantolo di agonia di: antares666 alle 15:20 | link | commenti (3) |
segnalazioni, connettivismo, flussi informativi

Su BooksBlog.it è uscita un'intervista a Francesco "Xabaras" Verso, fresco vincitore del Premio Urania 2008 e attualmente in tutte le edicole del Paese. Un estratto:

La fantascienza, dunque. Un genere che andrebbe sdoganato oppure si difende bene anche da sé?

La fantascienza è un genere già sdoganato in tutto il mondo. E’ il genere che, forte dello sviluppo scientifico degli ultimi secoli, si e’ innestato naturalmente sul filone del fantastico. E il fantastico ha sempre avuto grande risonanza, e’ il genere della nostra infanzia, è il genere più potente che esista, quello in grado di spalancare le porte dell’immaginazione. Basti pensare a Omero, a Cervantes, a Rabelais, a Poe, a Calvino, a Lovecraft e J.G. Ballard, senza scomodare i maestri della SF. In Italia essa patisce quanto qualsiasi altro settore che prediliga l’immaginazione e la ricerca rispetto alla tradizione e alla conservazione, un fatto che a mio avviso colpisce anche altri settori che fanno da traino alla nostra economia. Anche quei marchi storici che si fanno un gran vanto di portare alta la bandiera del nostro paese in tutto il mondo, oggi lo fanno spesso da quartier generali localizzati all’estero. La letteratura di SF nostrana soffre della stessa malattia. Se da una parte siamo convinti sostenitori dei prodotti locali, dall’altra leggiamo in maggioranza libri di americani e inglesi per due semplici motivi. Primo, siamo vittime inconsapevoli del complesso dell’erba del vicino e secondo non osiamo scrivere come loro per una sorta di attaccamento al nostro glorioso passato letterario che tuttavia ci condanna a un immobilismo mentale e a un colpevole atavismo. In Inghilterra un autore di SF come Alastair Reynolds ha appena firmato un contratto da un milione di Euro con la casa editrice Gollancz per scrivere dieci romanzi in dieci anni mentre da noi e’ quasi sconosciuto.

Rantolo di agonia di: antares666 alle 15:16 | link | commenti |
segnalazioni, connettivismo, flussi informativi

Rantolo di agonia di: antares666 alle 15:10 | link | commenti |
segnalazioni, connettivismo, flussi informativi

domenica, 08 novembre 2009

Zamolxis è il mio nome arcano, ho passato anni nelle viscere del pianeta, nutrendomi di ombre, lontano dagli astri bugiardi, portando il lutto per le nascite che si moltiplicavano tra le genti, barcollando di peste, maledicendo ogni illusione di vitalità. Ancora oggi qualcuno parla di me. Dicono che conobbi Pitagora, che posi la mia dimora marmorea proprio sotto il suolo di quella che è ora chiamata Bulgaria.

Rantolo di agonia di: antares666 alle 13:29 | link | commenti (4) |
malattia, ombre, tenebra, estinzioni, thanatos, solipsismo, conoscenza occulta, catabasi, orrore cosmico, luce nera, dualismo assoluto

Seguo il sentiero della mia catabasi dissolvendomi ad ogni passo. Non ricordo il tracciato di pochi istanti prima, tutto si sovrappone... kratonsek mdonsirl'kh krantons... erutta dal passato, come un mostro interiore, come una massa basaltica dalle profondità di una R'lyeh dimenticata... mi dissolvo nella traccia fantasmatica che vi mostro... kratons khlenyar'n... non riesco più a celare queste parvenze fibrillanti, sfarfallano come un segnale radio deformato... dietro splende il Sole Nero...

Rantolo di agonia di: antares666 alle 13:22 | link | commenti |
malattia, ombre, delirio, tenebra, oblio, stati alterati, conoscenza occulta, catabasi, orrore cosmico, luce nera

Fibre subliminali. Morte ontica. Strisciante. Un pugnale di plutonio che cade in una mia fontanella cranica. Ghiaccio cerebrale che si spezza. Vago ruggito di cefeidi lontane, che mi arriva come un dardo criptico da megaparsec di infinito. Il nucleo di una stella a neutroni che pulsa nelle mie profondità psichiche. Mi consuma! Muoio milioni di volte nell'arco di un nanosecondo. Traccio eoni di tempo cristallizzato con la linea evolutiva del mio fantasma criptico. Condenso bit di kipple, entropia espulsa come sterco da un ordine cosmico superiore, e uso queste armi come proiettili concettuali. Onirogramma convulso. Vivo nel sonno REM, soccombendo e resuscitando in pulsazioni di colori. Morte del suono. IL NULLA.

Rantolo di agonia di: antares666 alle 13:17 | link | commenti |
malattia, delirio, tenebra, estinzioni, stati alterati, solipsismo, catabasi

sabato, 07 novembre 2009

Per i festeggiamenti del quinto anniversario del Connettivismo era stata affittata una villa in stile Eyes Wide Shut. Un ambiente di proporzioni ciclopiche e di uno sfarzo straordinario. Era notte fonda, illune, senza alcuna traccia di stelle, e tutti i partecipanti arrivavano con una maschera, proprio come nel film di Kubrick. Io avevo proprio le sembianze di Tom Cruise, e mi incamminavo nel sotterraneo in cui si sarebbe tenuto lo spettacolo. Strani uomini si aggiravano nel cunicolo. Vestivano in un modo strano, con abiti lunghi e avvolti su se stessi, di un color marroncino chiaro. Pur avendo somatismo europeo parlavano arabo. Prendevano uova da cestelli, ne rompevano con delicatezza il guscio contro la parete e le appiccicavano lì, l'albume che fungeva da collante istantaneo. In breve i muri del corridoio sotterraneo erano coperti di queste uova. Seppi all'istante che erano uova di serpente. Verso mezzanotte si sarebbero schiuse, dando alla luce masse di piccoli cobra e serpenti scoiattolo, tutti velenosissimi. La mia inquietudine era grande, perché c'era una grande calca all'esterno e non sarei potuto tornare in superficie in tempo. Ma una donna che non ho riconosciuto mi ha indicato alcune vie di fuga, stretti pertugi che conducevano alla superficie.

Rantolo di agonia di: antares666 alle 13:19 | link | commenti (3) |
sogni, connettivismo, contaminazione, entelechie

mercoledì, 04 novembre 2009

Stavo visitando un mercatino, quando la mia attenzione è stata attratta da uno scatolone di cartone pieno di libri usati. Guardando meglio mi sono accorto che i libri si muovevano. Ho cominciato a rimuoverne alcuni per vedere cosa provocava il sommovimento, ed ecco che ho scoperto una lucertola molto lunga. La pelle sembrava umana per consistenza e colore, e il suo aspetto era malaticcio. A questo punto un libro mi è sfuggito di mano e con uno spigolo è caduto sul bacino del sauro, recidendolo. La parte inferiore del corpo si è staccata di netto, come spesso accade con la coda. Ho quindi visto che non c'era sangue nella carne pallida.

Rantolo di agonia di: antares666 alle 20:21 | link | commenti (8) |
sogni, contaminazione, entelechie

lunedì, 02 novembre 2009

Rantolo di agonia di: antares666 alle 21:29 | link | commenti (1) |
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Rantolo di agonia di: antares666 alle 21:28 | link | commenti |
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KWAHETSIKH
(MORTE DI UN SOLE)

Un nucleo duro come l'acciaio, in apparenza inattaccabile, un carapace introvertito in eternità di nulla solipsistico. E' il centro di una stella oscura, il sistema neurale dell'intelligenza che animava un universo ormai condannato alla dispersione. All'interno di questo guscio metallico c'è una cavità. All'improvviso cede al colpo di una lama immortale che lo recide in due parti uguali. Le creature che si trovano all'interno si agitano in preda alla pazzia. Sembrano bruchi bianchi e rossi, ma hanno zampe di scolopendra e fauci taglienti come piccole lame di katana.

Rantolo di agonia di: antares666 alle 21:14 | link | commenti |
malattia, tenebra, oblio, stati alterati, solipsismo, conoscenza occulta, orrore cosmico

Rantolo di agonia di: antares666 alle 21:02 | link | commenti |
tenebra, invasioni, contaminazione, thanatos

 

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